UNITI NELLO SPORT E NELLA LOTTA AI DCA: # INSIEME SI PUO’

Quarto memorial Maria Paola Rauso. Il presidente Giuseppe Rauso “Il Rugby come simbolo di sostegno e valorizzazione delle diverse fisicità”

L’associazione di Volontariato Emmepi4ever promuove anche quest’anno il Memorial Maria Paola Rauso: l’evento che si terrà presso  lo stadio del rugby “FRANCESCO CASINO” in S. Maria Capua Vetere (CE) il 17 ed il 18 settembre prossimi  è giunto alla sua quarta edizione ed anche quest’anno si avvale del sostegno di numerose sigle associative sammaritane.

Tanto rugby, ma anche cibo da strada, musica dal vivo e dibattiti per raccogliere fondi per la prevenzione e la cura dei DCA (disturbi del comportamento alimentare), gli stessi di cui soffriva la giovane Maria Paola: nulla hanno potuto il suo carattere solare ed il suo talento nel rugby contro una malattia così insidiosa e feroce.

L’associazione Emmepi4ever, nata per ricordare Maria Paola, intende sensibilizzare l’opinione pubblica sui DCA, favorire il confronto ed aiutare chi ne soffre ad “uscire dal silenzio”, a non vergognarsi di una patologia che non è una colpa, né una scelta, ma una strada che il corpo e la mente possono percorrere in condizioni di disagio, e dalla quale, con il sostegno necessario, si può sempre uscire.

Con i fondi raccolti nell’edizione 2015 del memorial è stata finanziata la seconda edizione del progetto “Io, oltre lo specchio”, volto all’attivazione di sportelli d’ascolto psicologici destinati ad alunni, insegnanti e genitori degli istituti partecipanti, ovvero il Liceo Statale “Amaldi – Nevio e RIGHI” di Santa Maria Capua Vetere e L’istituto “S. Pizzi” di Capua.

La nostra scelta di realizzare un torneo di rugby” ha dichiarato Giuseppe Rauso, presidente dell’associazione Emmepi4ever “non nasce solo dal desiderio di ricordare Maria Paola con lo sport che amava di più. Il rugby, infatti, è l’unico sport  dove trova spazio ogni forma fisica, e tutti possono dare il proprio contributo nel rispetto della propria fisicità. Sostegno, lealtà, responsabilità, rispetto, altruismo e  coraggio sono i valori presenti nel codice genetico del rugby e coinvolgono giocatori, tifosi e chiunque entri in contatto con questo sport, l’unico a prevedere un “ terzo tempo”, che unisce le squadre avversarie attorno ad una buona birra. Questo spirito di coesione” conclude Rauso “è la giusta risposta alla crisi dei valori in atto nella nostra società, e perchè no! potrebbe essere un’arma per far fronte ai DCA”.

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